Denominazioni

Derthona DOC
e Gavi DOCG

COLLI TORTONESI:

DERTHONA, MONLEALE E TERRE DI LIBARNA

Il territorio dei Colli Tortonesi, da secoli votato alla viticoltura, si estende per circa 1.250 ettari e abbraccia 46 comuni, custodendo un ricco patrimonio enogastronomico. 

La denominazione Colli Tortonesi DOC nasce nel 1974 e vede al centro della produzione la Barbera, con circa 600 ettari coltivati, seguita dal Timorasso, vitigno autoctono a bacca bianca oggi simbolo della rinascita del territorio, con oltre 400 ettari.

La rinascita del Timorasso prende inizio alla fine degli anni Novanta e nel 2014 nasce l’etichetta collettiva “Derthona”, omaggio al nome latino di Tortona, per dare coesione e riconoscibilità al progetto. Nel 2020 viene presentata la richiesta ufficiale di riconoscimento della sottozona omonima.

Il Derthona si distingue per corpo, longevità ed evoluzione: giovane è strutturato e preciso, mentre con l’affinamento sviluppa complessità, tensione minerale e note aromatiche uniche, fino ai sentori idrocarburici. Tre le tipologie: Piccolo Derthona, fresco e immediato; Derthona classico, con almeno 20 mesi di affinamento; e Derthona Riserva, espressione massima del vitigno, con almeno 36 mesi di cui 12 in bottiglia. 

Tra le zone emergenti spicca Terre di Libarna, in Val Borbera e Valle Spinti, dove i vigneti, tra i 400 e i 600 metri di altitudine, danno vita a un Timorasso che si caratterizza per una spiccata acidità e freschezza, con potenzialità adeguate anche alla spumantizzazione. Le sottozone diventano così strumenti narrativi delle diverse identità pedoclimatiche e stilistiche dei vini dei Colli Tortonesi. 

Accanto al Timorasso, anche la Barbera trova la sua sottozona con la DOC Monleale, dal nome del borgo storicamente più vocato. Il disciplinare prevede un affinamento minimo di 30 mesi, di cui 20 in legno, per una Barbera strutturata e longeva, in linea con le grandi rosse piemontesi.

Il Consorzio conta, ad oggi, 118 soci e rappresenta il 98% della produzione del territorio. 

GAVI DOCG

La vocazione vitivinicola del Gavi ha origini antichissime, come testimonia un documento notarile conservato nell’Archivio di Stato di Genova, datato 3 giugno 972 in cui si parla dell’affitto di vigne e castagneti da parte del vescovo di Genova a due cittadini gaviesi. Nato per le corti, il Grande Bianco Piemontese non ha mai
tradito la sua vocazione alla qualità e all’eleganza, al contrario queste sono state affinate in epoca moderna attraverso tecniche all’avanguardia, fino ad ottenere un vino rinomato ed apprezzato in tutto il mondo. La vocazione all’export è legata al porto di Genova, da cui i vini del territorio salpavano per raggiungere i
mercati della Superba, fino al Sud America, già da metà Settecento. La presenza di un grande vino bianco in Piemonte, regione di straordinaria qualità per i vini rossi, è rivelatrice del profondo legame che la terra del Gavi ha sempre avuto con la cucina dei signori di Genova a base di pesce, carni magre e verdure che si sposa perfettamente con il Cortese, il “nobile” vitigno autoctono, che qui trova la sua massima espressione.

Il Gavi docg viene prodotto in 11 comuni del sud-est del Piemonte, molto vicini al Mar Ligure, da cui sono separati dalla fascia appenninica. Il Grande Bianco Piemontese è figlio di un territorio profondamente permeato dalla sua formazione geografica e dal microclima. È l’incontro tra il vento marino e la neve dell’Appennino a rendere speciale quest’angolo di Piemonte. Gli inverni freddi e le estati calde e ventilate, l’altitudine dei pendii e l’esposizione, i terreni marnosi, calcarei e argillosi danno vita al Grande Bianco Piemontese. Sono queste le caratteristiche di un terroir che ritroviamo in ogni calice di Gavi.

Il profumo elegante e delicato, con sentori di frutta fresca e fiori bianchi, con note di agrume e mandorle amare si arricchisce con l’invecchiamento di profumi minerali e complessità. Il Gavi Docg Fermo, Frizzante e Spumante ha sapore asciutto, pieno, gradevolmente fresco e armonico, di grande eleganza e finezza. Ǫuanto alle tipologie del Riserva, non sono più soltanto i profumi del frutto, ma anche l’ampiezza di naso e la bocca più piena e ricca. Il Gavi è un vino longevo, che conserva la sua freschezza ma è al contempo nobilitato da aromi terziari che gli consentono di reggere il confronto con i grandi del mondo.

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